COSA VEDERE A SAN VITO LO CAPO E DINTORNI

Meritano sicuramente una visita le torri citate prima, in particolare il Torrazzo, nonché il Santuario ed il tempietto di Santa Crescenza, tutti in stile arabo-normanno. Dentro al paese, a pochi passi da piazza Santuario troviamo via Savoia, il vero centro storico che, nelle serate estive, ospita concerti musicali, congressi e convegni. Impossibile rinunciare ad una visita al Museo del Mare (via Savoia 57), dove sono conservati alcuni importanti reperti archeologici recuperati dai fondali marini sanvitesi, in particolar modo sul relitto della nave arabo-normanna che giace sui fondali antistanti il Faro.
Sempre in via Savoia, troviamo Palazzo La Porta, nuova sede del Municipio. L'immobile
risale al XIX secolo e reca in sé le principali caratteristiche dell'architettura ottocentesca,
come gli splendidi pavimenti in maiolica e l'atrio in basolato. Proprio alle spalle del
palazzo, un rigoglioso giardino ospita spesso mostre ed iniziative culturali.

Il mare cristallino e la spiaggia bianchissima sono la splendida cornice che fa di San Vito
Lo Capo una vera e propria perla del Mediterraneo. Basti pensare che la spiaggia di San Vito è stato votata, per il 2011, la spiaggia più bella d’Italia e tra le prime 10 spiagge in Europa

 

Le grotte e i luoghi di interesse archeologico

Il territorio di San Vito lo Capo è disseminato di grotte e insenature. La grotta cosiddetta del Racchio, preceduta da una avangrotta illuminata, contiene incisioni lineari di carattere presumibilmente magico e due graffiti raffiguranti cervi. La grotta dell’Uzzo (all’interno della Riserva dello Zingaro), dove sono stati rinvenuti graffiti, pitture e materiali litici di età preistorica. La grotta dei Cavalli, nella zona di Piana di Sopra, che conserva pitture neolitiche dipinte in rosso, con disegni labirintici, simboli solari e figure antropomorfe.

A pochi passi dall’ex tonnara del secco (in direzione riserva dello Zingaro) si trovano antiche vasche cetarie, risalenti al IV secolo a.C., destinate alla lavorazione del pregiato garum, la salsa di pesce di cui i Romani andavano ghiotti.

 

Il mare  e le spiagge

Le maggiori attrazioni di San Vito lo Capo sono le sue bellissime spiagge e insenature. Prima fra tutte la spiaggia del paese, caratterizzata da un mare limpidissimo e sabbia fine costellata da frammenti di rosso corallo.

Va menzionata anche tutta la costa denominata Baia di Santa Margherita, a ovest del paese, caratterizzata da piccole calette di ciottoli, una grande spiaggia, cala rossa, cala mancina, lo scoglio dell’Isulidda, la spiaggetta di Macari.Trasparenze mozzafiato e una natura incontaminata rendono questo angolo di costa un piccolo paradiso terrestre.

Infine, last but not least, la riserva naturale dello Zingaro, a cui si arriva passando dalla Tonnara del Secco. La prima riserva naturale istituita in Sicilia, un luogo magico, una sorta di museo naturalistico vivente delle tipicità della costa nord-occidentale siciliana, dove promontori ripidi e ricchi di macchia mediterranea, si stagliano su un mare blu turchese, brulicante di vita.

 

Per maggiori informazioni:

Monumenti e musei

In direzione riserva dello Zingaro si trova la tonnara del secco, oggi in disuso, era una struttura a servizio della tonnara a mare, provvista di  magazzini per la conservazione delle reti, ripari per le barche e caseggiati per l’alloggio delle ciurme, oltre che di uno stabilimento per la lavorazione del tonno. A pochi metri dall’edificio si trovano i resti di antichissime vasche cetariae,  risalenti al IV secolo a. C., nelle quali si lavorava il pesce, anche tonni, per realizzare il pregiato garum (salsa di pesce), molto apprezzato dai Romani. Recentemente questo luogo si è prestato come set cinematografico per alcuni episodi della famosa serie del commissario Montalbano nonché per la fiction “Cefalonia”

Dalla parte opposta, in direzione Trapani, merita una visita la Cappella di Santa Crescenza, piccolo e suggestivo edificio a pianta quadrata con cupola a sesto rialzato, originale esempio di architettura tipicamente trapanese del secolo XV, con influenze arabe, normanne e gotiche. Particolare la soluzione dei sostegni angolari della cupola con trombe a ventaglio. Secondo un’antica credenza popolare, Santa Crescenzia, nutrice di San Vito, aveva il potere di allontanare la paura (“u scantu”) da chi si fosse recato presso la cappella gettando un sasso all’interno della stessa.

Infine, va citato il museo del Santuario, in pieno centro storico, che accoglie argenti, arredi liturgici e opere di arte sacra legate al culto e ai pellegrinaggi in onore di San Vito. Merita particolare attenzione la statua lignea dell’Immacolata, attribuita ad un ignoto scultore siciliano del XVI secolo, originariamente conservata presso la tonnara del "Secco". Dall’ampia terrazza si gode uno straordinario panorama proiettato sul mare e sulla cittadina; si può inoltre osservare la forma triangolare della maestosa torre, attaccata all’angolo nord-est del santuario, costruita alla fine del XVI secolo, in difesa dai frequenti attacchi pirateschi.

 

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